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DON CARMELO
DRAGO
Un omonimo del precedente Drago: solo
il cognome, poiché non c'erano rapporti di parentela.
Quando, nel dopo guerra della prima mondiale il Padre Annibale
Maria di Francia fece una ricognizione nella provincia di
Messina in cerca di vocazioni, giunse a Galati e trovò
l'accoglienza di una famiglia umilissima ma dotata di profondi
sentimenti religiosi.
S'intrattenne alcuni giorni ed ebbe modo di partecipare
le sue intenzioni e raccogliere eventuali adesioni. E queste
non si fecero attendere: dalla famiglia Drago trovarono
la fede del monastero, Calogero, che rimase nell'ordine
monastico per alcuni anni, prese il nome di fra Pasquale
e dopo alcuni anni si dimise e passò a matrimonio,
Mariano, che sposò la causa religiosa per tutta la
vita e morì in odore di santità e infine un
altro Calogero, di cui stiamo trattando, che prese i voti
sacerdotali col nome di Carmelo, e fu Padre Carmelo Drago,
di cui stiamo facendo discorso.
Appartenne, dunque, all'Ordine dei Padri Rogazionisti degli
antoniani e svolse la sua attività prima a Messina
come sacerdote e poi direttore dell'Istituto dei P. P. Rogazionisti
nella stessa città. Lì accolse tanti orfanelli
e fu per tutti padre devoto e affettuoso, specie durante
il periodo della seconda guerra mondiale, quando scarseggiavano
i viveri e lui si doveva adoperare per sfamare i suoi orfanelli.
Passò poi a Roma e fu Direttore Generale dei Padri
Rogazionisti.
Tanti giovani galatesi furono educati
ed istruiti nell'Istituto antoniano di Messina, e anche
se non scoprirono in sé la vocazione al sacerdozio,
rimasero, sempre attaccati al bene ricevuto e al carisma
del loro Direttore.
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