|
EMANUELE GIARDINIERI
Fin da piccolo, mostrò un particolare
interesse per il disegno e successivamente affinò
il suo talento appassionandosi alla pittura. Ancora bambino,
rimase orfano del padre morto in un incidente di lavoro
e dovette superare molte difficoltà in quanto mancava
alla famiglia l'unico mezzo di sostenimento. In tante difficoltà
incontrò sempre se stesso. Come spesso succede a
tanti artisti, i suoi dipinti, anche se apprezzati per pregevole
fattura, non trovarono subito la giusta collocazione e non
mancarono le prime delusioni, ma lo sostenne il coraggio
di continuare e a Galati Mamertino, suo paese natale, rimase
per tutta la giovinezza. Infine, si decise di emigrare in
Argentina dove non tardano i primi riconoscimenti e l'apprezzamento
del pubblico e della critica.
La pittura del Giardinieri si inserisce nel genere cosiddetto
metafisico perché non esprime immagini aderenti alla
realtà, ma lancia messaggi che il buon intenditore
può raccogliere. I colori sono tenui, talvolta sfumati
e si intrecciano armoniosamente conferendo piacevoli sensazioni.
Si può dire ch'egli perfezionò questo settore
espressionistico, così da meritare l'appellativo
di Maestro.
Tornato in Italia, organizzò una mostra a Milano
e a Roma e ottenne molti consensi. Ricavò consistenti
guadagni, ma, quando credette di aver raggiunto l'affermazione
artistica e la serenità dell'anima, fu colto da un
terribile male e spirò tra le affettuose braccia
della moglie.
|