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NINO FERRAU'
Visse a Galati Mamertino molta parte
della sua infanzia e compì i primi studi presso i
Padri Rogazionisti di Messina, da dove fece ritorno nel
fiorire della sua adolescenza. L'impatto con la nuova realtà
fu, per lui, irto di difficoltà e di traversie, conobbe
la grinta della vita che però gli fu utile per temprarne
il carattere. Conseguì il Diploma di insegnante elementare
e prestò servizio anche in scuolette di montagna
qua e là sperdute. Quindi fissò la sua dimora
a Messina, ma non dimenticò mai il suo paesello natio
che spesso celebrò nelle varie liriche e venne abitualmente
attratto com'era dal paesaggio nebroideo, ora dall'aspetto
rude e roccioso, ora accogliente per le genuine fonti e
le belle pinete. Finchè visse,a Galati Mamertino
non trovò molta comprensione, ma è normale
perché succede ai personaggi di un consistente spessore.
Fu un fervoroso credente, ebbe l'ansia dell'Assoluto e dell'Infinito,
il culto della famiglia e particolarmente della mamma e
il rispetto dell'amicizia.
Sotto il profilo letterario, contestò tutti gli "ismi"
di correnti innovative: il futurismo, il crepuscolarismo,
decadentismo, ritenendo che tali correnti, pur non mancando
di estrosità da suscitare talvolta lo stupore, sono
viziate da indeterminatezza e non riescono ad esprimere
convenientemente i genuini stati d'animo che costituiscono
la scaturigine dell'arte poetica . . Eppure, non sappiamo
se casualmente o volutamente, in un "ismo" incappò
pure Lui come fondatore dell'ascendentismo: una maniera,
però tutta nuova di concepire la poesia senza rinnegare
la tradizione. Per diffondere e rendere accessibili le sue
idee e i suoi intendimenti, negli anni "50" fondò
un periodico letterario dal titolo "Selezione poetica",
che ebbe oltre un decennio di vita e buona accoglienza tra
i lettori.
Riscosse giudizi favorevoli e talora anche lusinghieri da
autorevoli critici. Benedetto Croce, quando Nino era ancora
diciottenne, si espresse in questi termini: "Di questo
giovane ammiro ed apprezzo anche quel che non condivido".
Nello Lombardo, premio della Real Accademia d'Italia scrive:
"I libri del Ferraù hanno l'ansia dell'Infinito
e il respiro dell'Eterno, non sono soltanto per il dilettante
del marciapiede, ma per chi ha amato e sofferto, per i profondi
indagatori dello spirito che battono la fronte sui problemi
della vita terrestre e trascendentale".. , e infine
Pia Derman esprime un giudizio di colorito romantico: "Ferraù
è un poeta che bagna la penna nel cuore dopo averla
aguzzata nel cervello. L'arte di Nino è l'Infinito
in una lacrima".
I florilegi dati alla stampa per interessamento del fratello
Giuseppe sono:
Orme di viandante ( 1985), Immagine azzurra ( 1987), Grumi
di terra ( 1988), . . . E sentirsi così ( 1990) Album
( 1993).
L'Amministrazione Comunale di Galati Mamertino lo ha voluto
ricordare intitolando al suo nome l'edificio scolastico
delle scuole elementari.
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